Dolce risveglio

L’anno volge al fine e cosi’ le nostre vacanze. Il 4 gennaio si riprende l’anno scolastico e accademico. Restano poche mattine tranquille nelle quali ci si puo’ concedere il lusso di una lauta colazione. E allora, perche’ non aprofittarne? Ieri sera ho impastato i famosi Cinnamon Buns, una specie di brioche con tanta cannella e, nella mia versione, sciroppo d’acero.  Stanno cuocendo nel forno e io mi godo il momento dell’attesa, quello piu’ dolce nel quale si puo’ sognare, desiderare. Ripenso ad un articolo di Paolo Giordano apparso su Il Corriere Lettura pochi giorni fa. Citava un proverbio tedesco il cui senso era proprio questo, l’attesa e’ il momento piu’ dolce. Fuori c’e’ il sole. Non lo vedevamo dalla vigilia di Natale. E’ un momento bellissimo, scendo in cucina.

Un dolce abbraccio marino a tutti.

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Leggere e rileggere

Calvino diceva che i classici sono quei libri che si “rileggono”. Si’, perche’ ci si vergogna di ammettere di non aver letto libri cosi’ importanti per cui ci si cela dietro a quel prefisso “ri” che ci mette al riparo dalle critiche che ci muoviamo gia’ da soli per la nostra ignoranza. Nonostante cio’, ci sono momenti in cui si rileggono libri il cui ricordo e’ da anni sepolto nella memoria. Credo che si debbano oltrepassare i quaranta per raggiungere un po’ di prospettiva storica e per tornare ad assaporare letture che ci hanno appassionato.  Con l’eta’ pero’ non solo si cambia, ma, in alcuni casi, si acquisiscono nuove conoscenze linguistiche per cui, se si e’ fortunati, ci si puo’ trovare a poter leggere i classici in lingua originale. Mi e’ successo con Oscar Wilde e con Borges e in entrambi i casi sono rimasta sorpresa dalla differenza di tono e di stile trovato nell’originale. E’ sopratttutto il Borges di Fruttero e Lucentini a riservare piu’ sorprese ad offrire un tono decisamente piu’ ammiccante rispetto all’originale. Si puo’ parlare di originale nel caso di Borges, autore di Pierre Menard? Mi fermo qui, ricordando la bellezza del nuovo incontro con un classico, con un libro che offre sempre nuove emozioni e non ci delude mai. In tempi di crisi, rileggiamo, apriamo le librerie e facciamo prendere aria a quei volumi dimenticati da tempo, loro ci accoglieranno a braccia, anzi a pagine aperte.

Bloggo ergo sum?

Bloggo ergo sum? I blog, therefore I am? Ho acquisito dunque una nuova esistenza virtuale grazie al potere trasformativo della blogsfera? Lo dubito. Con la morte del soggetto cartesiano, il soggetto virtuale puo’ ancora dire di esistere? Ai posteri l’ardua sentenza. Per ora sono contenta di iniziare questa nuova avventura che sicuramente contribuira’ all’abbruttimento fisico e forse anche mentale dell’autrice. Cellulite, gobba e rughe d’espressione ringraziano vivamente.
L’idea di iniziare un blog si deve al gentile incoraggiamento di un’amica di gioventu’ con la quale ho condiviso numerose vacanze estive e innumerevoli giornate, nonche’ una bella dose di telefonate. Per evitare di continuare a rimpinzare le casse della Sip (esiste ancora?) niente di meglio di un blog gratis. Perche’ insonniamarina? Perche’ il titolo mi e’ venuto in mente durante una delle ahime’ frequenti notti di insonnia quando la mente lavora splendidamente bene, ma il corpo non se la sente di lasciare il calore accogliente delle lenzuola per trasmettere i pensieri che si susseguono senza tregua. Sembrava che tutto avesse senso mentre scrivevo mentalmente questo primo blog, ma alle luci dell’alba, si e’ dissipata l’ispirazione ed eccomi qui a cercare di ricordare quelle bellissime frasi notturne. Credo che anche il senso dello stile si trasformi durante le notti insonni, dando a volte la fugace impressione di aver composto qualcosa di valido, qualcosa che valga la pena leggere. Alla luce di queste considerazioni si direbbe che i pensieri partoriti nel semiveglia non siano che sogni, per cui vi lascio con una frase dell’amato Calderon de la Barca “los sueños, sueños son”. Buona giornata o buona notte a quelli che vivono dall’altra parte del mondo.
Y si la vida es sueño, que no me despierten y me dejen soñar, nos vemos en los ratos de insomnio, cuando sueño y realidad se conflunden.
Un abrazo

Hello world!

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