Quando il pomodoro diventa sexy

Ultimamente sono stata molto indaffarata e, di conseguenza, mi sono trovata spesso a coro di idee all’ora di mettermi a preparare la cena, pasto che qui ha una valenza speciale, in quanto è l’unico momento in cui ci si riunisce e si mangia insieme. I ragazzi che hanno trangugiato un panino in fretta magari in corridoio attendono un bel pasto caldo, sopratttutto adesso che inizia la stagione più grigia ed autunnale. Ed eccomi allora alla ricerca di nuove ricette, di soluzioni rapide ed indolori ai problemi esenstenzial culinari.

Punto primo fare la spesa. Lo so che avrebbe più senso decidere cosa cucinare e poi andare al supermercato, ma io cerco ispirazione tra gli scaffali, tra le verdure e lo scatolame. Insomma mi aggiro per il supermercato armata di una scaletta, una specie di canovaccio per poi recitare a soggetto, dare brinda sciolta alla mia creatività per improvvisare nuovi e gustosi piatti. A volte funziona, insomma in oltre vent’anni di vita indipendente non sono certo morta di fame, i miei pargoli ormai adolescent sono ben pasciuti, quindi tutto sommato anche questa mia disorganizzazione domestica non ha fatto gravi danni.

Anche ieri, qui festa in onore dei caduti, mi sono recata al supermercato, in realtà più che un supermercato si tratta di un ipermercato, dal nome molto allusivo: Real Canadian Superstore. Non entrerò nel merito delle qualità nazionali e dei connotati patriottici della catena alimentare, dirò solo che date le dimensioni il consumatore si trova un po’ spiazzato nella giungla dei prezzi e delle offerte speciali. Ci sarebbe da armarsi di calcolatrice e lente d’ingrandimento per assicurarsi di non incorrere nei soliti bidoni ed evitare alimenti cancerogeni. Robba da farsi venire l’ansia. Evito accuratamente le schifezze più infami, quelle piene di coloranti e conservanti, leggo qualche etichetta e nel dubbio mi astengo. Quando arrivo al reparto ortofrutticolo inizio a capitolare. Sono stanca, infastidita, insomma se la verdure non sembra venuta da Marte, non pare particolarmente gonfiata e geneticamente modificata, la compro. Rucola, broccoli, pomodori, banane cercano di farsi un varco nel carrello già colmo di altri generi alimentari. Giungo a casa con una quantità industrial di cibi e qualche dubbio su quello che metterò in pentola. Non potrebbero accontentarsi di un bel caffelatte? I biscotti li ho comprati. Ma no, con due adolescenti e un marito dall’appetito cavernicolo, non è possibile. Tento di indirizzarli verso una comoda e salutare insalata e mi avvicino ai pomodori, quello scatolone superconveniente che spero non marcirà sul tavolo della cucina.

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Mentre cerco di capire se sia il caso di preparare anche due filini di pasta, mi cade l’occhio sull’involucro dei pomodori che promette verdure non geneticamente modificate e raccolte nelle vicinanze. Insomma racchiude i requisiti minimi per una corretta alimentazione. Ha anche una marca, proviene dalla fattoria del villaggio, Village Farms, un nome che evoca un mondo buono potremmo dire parafrasando il famoso spot del Mulino Bianco. Si tratta di pomodori romani saporiti e speriamo proprio che sappiano di qualcosa. Guardo più attentamente e mi colpisce un’affermazione “A curvy beauty with a saucy attitude”. Non c’é dubbio si tratta di pomodori sexy, femminili, dalla bellezza formosa e dalle curve abbondanti, pomodori che possiedono una spiccata personalità, proprio come i pubblicitari descrivono e creano i nuovi modelli femminili: piacenti, ma non passivi.

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Solo l’inglese può permettere questo tipo di personificazione e sessualizzazione del pomodoro. Penso cosa avrebbe potuto scrivere Neruda se il pomodoro tanto in spagnolo come in italiano fosse femminile. Non si sposerebbe più con la cipolla?  Non oso pensarlo, ma un’idea si fa strada nella mia mente sempre pronta a divagare: che l’ideale femminile postfemminista trionfi ormai anche sulle nostre tavole?

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6 thoughts on “Quando il pomodoro diventa sexy

  1. Veramente non sapevano proprio di niente. Una vera schifezza, ma bisognerà pur mangiarli. Avrei dovuto capirlo dalla confezione che erano un bidone, ma mi sono lasciata abbindolare dal prezzo perché comunque le radici genovesi non tradiscono😃. Bacioni, carissima!

  2. Anche io vago per il supermercato in cerca di idee, mi piacerebbe avere un programma e una lista ma finisco per comprare quello che mi ispira sul momento. E quei pomodori in effetti non parevano male…

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