Chi sono

Mi presento, vivo in Canada, ma sono italiana, in questo blog troverai alcune riflessioni su questo enorme paese e sulle impressioni che mi ha causato, ma non solo. Si parla un po’ di tutto, considerazioni sulle esperienze vissute, sui nuovi ruoli, sulla genitorialità e la parità a cui molte aspiriamo.

10 thoughts on “Chi sono

  1. Attendiamo con trepidazione magnifici reportage fotografici sul Canada! Scatenati con le foto e portaci in giro per il grande nord! Ci conto! Bacioni.
    Rita

      • Brrrr! Qui non è gran caldo ma sui 25 gradi ci siamo! Comunque sei una persona importante se si è scomodato persino l’autunno a farti gli auguri! 😉

  2. Ciao carissima, purtroppo non ho ancora trovato un editore disposto a pubblicare i miei racconti, ma sto ancora cercando e non mi arrenderò facilmente. Se vuoi, però, ti posso mandare il testo di quello a cui si accenna nel blog di Miss Fletcher, ambientato nei nostri caruggi con un riferimento anche a Vico Alabardieri.
    Ti saluto e spero che almeno in Canada non faccia lo stesso caldo bestiale che c’è qui…
    Un abbraccio !!!
    Fabio – Zeneize since 1965

    • Ciao Fabio, che piacere ricevere il tuo messaggio. Mi farebbe proprio piacere leggerlo. Se a Genova si soffre il caldo, tieniti forte, qui ieri sera c’erano 12 gradi e cielo plumbeo. Mio figlio era andato a fare una passeggiata ed è tornato congelato! Io stavo per accendere il riscaldamento, poi ho ripiegato sul piumone invernale e il pigiama di flanella, altro che scoppiare dal caldo!!!
      Saluti,
      Marina

      • Ciao Marina!
        Qui la temperatura è più accetabile ma stanno succedendo cose dell’altro mondo tipo gente che affitta a 2000 euro la settimana terrazzi che danno sul porto di Voltri (avessi detto su Boccadasse….) per scrutare la demolizione della Costa Concordia, o addirittura altri che hanno intasato il traffico sull’autostrada per rallentare e guardarne l’arrivo in banchina.
        Sarei felicissimo di mandarti quel mio racconto, intitolato “E’ caduta una bagascia in mare” (a proposito, sai da dove nasce questo pittoresco modo di dire?) e anche molti altri, ma ho bisogno di un tuo recapito di posta elettronica: se riesci a vedere il mio puoi contattarmi direttamente lì, altrimenti te lo manderò insieme a qualche nuovo commento, tanto non ho nessun problema a rendere pubblico il mio recapito e-mail.
        Un abbraccio, quindi, e dimmi: è possibile vivere senza pesto e focaccia per più di 6 mesi?
        Fabio – Zeneize since 1965. You are what you eat, eat well.

      • Caro Fabio,
        grazie del messaggio. In effetti non ho mai sentito l’espressione “E’ caduta una bagascia in mare”, ma mi farebbe piacere espandere i miei orizzonti culturali. Tieni conto che ho passato gli ultimi 21 anni all’estero, quindi i ricordi della genovesità affondano le radici nel passato. Per quanto riguarda l’astinenza da focaccia e pesto, ci si arrangia, nel senso che negli anni ho imparato a fare la focaccia. C’è un sito web, Viva la focaccia dove un certo Vittorio insegna tutti i trucchi del mestiere. Ci vuole tempo e pazienza, ma ogni tanto si può fare, non tutti i giorni, ovviamente. Il pesto lo faccio in casa con un basilico gigantesco e con risultati non proprio eccellenti. I miei figli dicono che il pesto della nonna è migliore, ma devono accontentarsi. Quello che mi manca di più è lo stracchino. Una volta ho preso lo stracchino canadese che era tipo la sottomarca dello stracchino coop al modico prezzo di $12 per una vaschetta da due etti. Non ho ripetuto l’esperienza.
        Quel che mi racconti della follia italiana mi lascia a bocca aperta. Sembra che non ci sia limite al degrado. Ti lascio il mio indirizzo elettronico, fanellabella@gmail.com. Anch’io da bambina ero influenzata dai programmi televisivi e alla Fanella volevo un gran bene. A presto, Marina

  3. Ciao Marina,
    provvederò a mandarti al più presto i miei racconti, ma ci sono almeno tre cose che ento il bisogno di scriverti subito, così come vengono.
    1) Fino a un secolo fa, più o meno, nel porto di Genova era tassativamente vietato l’accesso alle donne per motivi di ordine pubblico. L’espressione “E’ caduta una bagascia in mare”, che noi usiamo comunemente per indicare un fatto assolutamente eccezionale, deriva dal fatto che nessuna signora – tanto meno quelle che esercitavano la “professione” – avrebbe mai potuto spingersi fino al mare e quindi caderci dentro. Le cose sono cambiate nel primo ‘900, tant’è che quando ero bambino accadde davvero l’impensabile e un marinaio americano ebbe una discussione con una prostituta e la scaraventò in acqua a Ponte dei Mille. Mai dire mai, quindi…
    2) Il tuo pesto alla canadese non sarà buono come quello di qui, ma lasciami dire che è commovente, non fosse altro che per l’attaccamento a Genova. Il basilico è una pianta sensibilissima alla temperatura, farlo crescere in Canada è un’impresa titanica. Brava Marina, we’re proud of you!
    3) Da bambino non dedicavo molta attenzione alle bambole, ma Fanella me la ricordo anch’io: non aveva i capelli neri, lunghi e lisci? Attendo conferma in merito e ora mi leggo qualche altra pagina del tuo blog.
    Un abbraccio!!!
    Fabio – Zeneize since 1965.

    • Interessante la spiegazione del detto che, francamente, non avevo proprio mai sentito, forse perché mia madre non avrebbe mai usato la parola bagascia e mio padre era lombardo. Strano che tra gli amici e i parenti non fosse mai uscita fuori, comunque mi fa piacere imparare qualcosa di nuovo. Il pesto in tutto il Nord America è di gran moda, lo mescolano con il pollo, lo usano come sostituto della maionese nei panini, insomma è molto presente in tutte le varianti possibili, soprattutto in scatola. Appena posso scrivo un post sul basilico mastodontico che vendono da queste parti e sui vasetti di pesto in scatola e le marche pseudo italiane, tra cui spicca l’Italissima, per non parlare di un negozio di biancheria chiamato La Senza. A presto, Marina

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