Muschi e licheni alle cascate di Little Qualicum

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Ricordo che alle elementari un giorno la maestra ci aveva parlato di muschi e licheni ed io che ero una bambina con una certa tendenza all’immaginazione ero rimasta proprio affascinata dalla spiegazione. La presenza di quelle forme vegetali mi sembrava straordinaria. Certo, vivendo in un appartamento in una città come Genova, non è che il muschio lo vedessi con molta frequenza, ma la spiegazione mi è rimasta impressa, per cui tutte le volte che va in un parco guardo con ammirazione i mille volti di muschi e licheni. Sull’isola di Vancouver la natura concede mille opportunità di contemplare ogni tipo di muschio, non solo quello che si mette nel Presepe a Natale. Qui, soprattutto nelle zone più umide il muschio cresce anche sui rami degli alberi. Guardare per credere. Visto come copre questi rami secchi?

Ci troviamo nel Little Qualicum Falls Park, più o meno nella zona centrale dell’isola. Il parco ci da il benvenuto con alberi magnifici ed altissimi. Ci avvertono che non piove da tre mesi, quindi di acqua nelle cascate ne è rimasta poca, comunque pare che per le numerose varietà di muschio che crescono in questa zona il clima secco di quest’estate non abbia creato nessun problema. Fin dal ciglio della strada crea un cuscino verde che si estende tra le felci, fino ad arrampicarsi sulla corteccia degli alberi.

Forma un bel tappeto verde, comodo comodo per un bel picnic, una pausa per una merendina. Il signor scoiattolo qui sembra apprezzare il comfort del muschio.

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Lo scorgiamo e ci avviciniamo lentamente per non spaventarlo. Sembra che questa pigna sia proprio buona e che su questo muschio si stia proprio comodi perché pare che nulla lo preoccupi, neanche i turisti che in questi giorni iniziano ad essere numerosi. Lui, nonostante i curiosi continua a sgranocchiare indisturbato. Si guarda intorno, fa una piccola pausa sul suo divano morbido e confortevole. Un tempo sotto il muschio doveva esserci il tronco di un albero, uno di questi pini giganteschi. Forse l’anno tagliato o, più probabilmente è caduto in seguito a una burrasca e a poco a poco con  le piogge e l’umidità ha iniziato a ricoprirsi di una vegetazione sempre più fitta, fino ad assumere l’aspetto di una moquette verde.

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In questo ambiente naturale l’umidità di solito non manca non solo per le cascate che generano una certa quantità di condensa, ma soprattutto per la vegetazione che si contende la luce e contribuisce a creare l’habitat ideale per muschi, licheni e felci. Nel sottobosco crescono rigogliose al lato del torrente.

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E le cascate, dove sono? vi domanderete perplessi. Eccole, in questo momento dell’anno c’è poca acqua, possiamo quindi notare la bellezza delle rocce scavate dall’incessante flusso del fiume omonimo, il Qualicum.

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Tutt’intorno si dipana un sentiero nel verde che costeggia le cascate. E’ una passeggiata rilassante, circondata da alberi maestosi che poco si prestano alle lenti del mio smartphone. Ci provo, ma il risultato è davvero mediocre in confronto alla magnificenza dell’originale.

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Intorno al sentiero la recinzione metallica tiene lontani i turisti dal fiume e dalle cascate. E’ severamente proibito fare il bagno. Ci avvertono del pericolo e come potete vedere la rete metallica impedisce di avvicinarsi troppo.

 

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In questo come in molti altri parchi ci sono molti tronchi caduti a terra. Sembra che questi abbiano navigato a lungo e siano stati levigati dall’acqua prima di incastrarsi da le due sponde del fiume.

 

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Il fiume si è scavato l’ alveo tra le rocce

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In altre stagioni l’acqua ricopre gran parte di questa zona, ma il bello della relativa siccità di questi ultimi mesi è che si possono osservare le rocce che emergono tra le acque.

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La sostanza bianca immagino che sia calcare, ma è solo un’ipotesi.

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Ci aggiriamo per il parco, godendoci il panorama finché scopriamo che meno di una settimana fa è stato avvistato un orso da queste parti. Girando per i parchi ho scoperto che la guardia forestale avvisa i turisti della presenza degli orsi con questi cartellini sui quali con il pennarello cancellabile segna la data.

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Qualche orso bruno l’abbiamo visto anche noi sulla strada per Tofino, ma non abbiamo fatto in tempo a fotografarlo. I ranger e le guardie forestali, invece, in tutti questi anni non le ho mai viste, ma non perdo la speranza. Stay tuned!

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