Bad Habits

Penserete che oggi voglia svelarvi gli aspetti più reconditi della mia personalità, che sia in vena di rivelazioni, magari scabrose. Insomma con questa moda di confessarsi on-line o di leggere letteratura erotica, la menzione dei Bad Habits può trarre facilmente in inganno. Cosa avete capito? Vi aspettate un post sulle brutte abitudini, magari della sottoscritta? Neanche per sogno. Mi dispiace deludervi, ma non entrerò nei particolari per dare briglia sciolta agli aspetti più perversi della mia esistenza.

Che brutte abitudini potrei avere da meritare un post? Dovrebbe trattarsi di qualcosa di succulento, di memorabile, di unico e soprattutto di peccaminoso, altrimenti non ci sarebbe gusto. La cultura occidentale, improntata sulla confessione, attribuisce un aspetto consolatorio e liberatorio all’autonarrazione delle trasgressioni e le brutte abitudini rientrano senza dubbio in tale categoria, ma la lingua inglese è truffaldina. Curiosi?

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Gli habits a cui fa riferimento l’insegna non sono le abitudini, bensì la tonaca, l’abito usato dalle religiose. Dunque, magia della lingua, ecco uno splendido gioco di parole,un “pun” intraducibile, magari un po’ blasfemo, ma irresistibile.

Non vi pare di scorgere Verdone? A me la foto l’ha ricordato.

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La tentazione di indulgere in qualche brutta abitudine c’è stata quando ho visto il posto, ma anche qui il Cafe non era un bar caffè come avrei desiderato e per pranzare era ancora troppo presto. Le mie brutte abitudini alla mattina si orientano soprattutto sul dolce. Se ci fossero state delle belle brioche, dei cornetti, dei muffin fatti in casa, degli scone o al limite delle focaccine croccanti sarei caduta volentieri in tentazione, ma il fish and chip non è abbastanza peccaminoso, soprattutto prima delle 11. Torno agli antichi amori, cappuccino e brioche, le brutte abitudini non cambiano.

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7 thoughts on “Bad Habits

  1. Lasciando da parte il fatto che le monache non possono ascoltare le confessioni, se tu confessassi a quella suora li’ il tuo desiderio di cadere in tentazione, cioe’ di abbandonare la “dritta via” per le brioche, i cornetti, le focaccine ecc., lei sicuramente ti perdonerebbe, o ti direbbe che meriti essere perdonata, perche’ nonostante quella sua fisiognomia minacciante lei e’ arrabbiata solo perche’ sono anni e anni che non assaggia una brioche o un cappuccino come si deve, malgrado le origini genovesi dell’abitato in cui e’ costretta a vivere. Se invece facesse un pellegrinaggio fino al Bar Cavo in via Balbi, oppure alla Pasticceria Klainguti in p.za di Soziglia, i profumi e i sapori da trovare li’ nella Vegia Zena le toglierebbe l’aria d’insoddisfazione!

      • Si’, certo, basta usare un po’ di fantasia, tipo tradurre “Fol Epi” in “Bar-Pasticceria Grano Pazzo” oppure “Street Level Espresso” in “Bar-Caffe’ Piano Terra”, per parlare di due locali Victoriani in cui e’ possible godere almeno un buon cappuccino.

  2. E’ gioco facile prendere in giro la religione cattolica o più in generale cristiana. Provino un po’ certi intelligentoni a prendersela con altre religioni!

    • Hai ragione, sono ottime abitudini, ma con questa moda della vita salutare qui c’è gente che mangia l’insalata anche a colazione. La chiamano Breakfast Salad. Io non ho mai avuto il coraggio di provarla e mai lo farò a meno che mi venga la demenza senile!

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