Genoa Bay, BC

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E tanti sun li Zenoexi,/e per lo mondo si destexi,/ che und’eli van o stan/un’atra Zenoa ghe fan.

Narrava l’Anonimo Genovese che i nostri connazionali, tanto avvezzi a viaggiare per terre lontane, avevano la tendenza a ricreare la loro città natale dovunque si trovassero. Era il XIII secolo e già allora i mercanti genovesi avevano creato un florido impero commerciale per tutta l’area del Mediterraneo. Molto prima che Colombo si accingesse a cercare una rotta per raggiungere l’oriente passando per occidente i marinai e commercianti genovesi si erano sparsi per il mondo e lì dove il caso li aveva portati avevano lasciato tracce del paese natale. Tale tendenza di chi è nato in quella sottile lingua di terra protesa verso il mare non si è esaurita e nei secoli i genovesi hanno lasciato testimonianza del loro passaggio in numerosi porti. Oggi andiamo a scoprire uno dei più remoti e, perché no, recenti: Genoa Bay, sull’isola di Vancouver.

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Si tratta di una piccola insenatura alla quale si giunge per terra o per mare attraverso una strata piuttosto impervia, circondata da una natura praticamente incontaminata, da meravigliose foreste come forse esistevano ancora in Liguria nell’Ottocento. Narra la leggenda che fu un tale Giovanni Battista Ordano, o meglio Giovanni Baptiste Ordano, giunto nella zona nel 1858 a battezzare questa baia isolata con il nome di Genoa Bay in ricordo della città natale. Sembra che la grafia del nome sia stata alterata probabilmente per influenza del francese, fatto sta che Ordano, prospero commerciante della zona, riuscì a lasciare una traccia tangibile del suo passaggio per questa baia.

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Non aspettativi però cattedrali, palazzi o altri insediamenti umani che ricordino lo splendore della Repubblica di Genova, il nome è l’unico elemento che la lega al capoluogo ligure. Poche sono le dimore che sorgono nella zona. La baia è dominata dalle imbarcazioni ancorate nel porticciolo. Qui si viene soprattutto a vela o, se i venti non sono favorevoli a motore. Alcuni arrivano in canoa delle baie vicine, altri giungono in macchina e si fermano a contemplare il panorama.

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Cerco di immaginarmi cosa avrà visto il mio connazionale quando arrivò da queste parti, cosa gli avrà fatto pensare alla sua Genova e viaggio anch’io nel tempo e nello spazio. Lo sguardo spazia verso il mare aperto cercando di capire la bizzarra geografia di questo meraviglioso angolo del mondo, così lontano dalla Liguria, eppure, per certi versi così simile. Penso al monte di Portofino, alle pinete che diradano verso il mare.

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Le nuvole sono di casa da queste parti, ma a tratti lasciano scorgere un cielo più terso. Ecco laggiù che il sole si fa spazio tra le nuvole talora minacciose.

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Comminiamo per il porticciolo e andiamo alla ricerca delle orme del nostro connazionale. Troviamo un piccolo emporio “Store and Marina Office”.

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Entriamo alla ricerca di qualche tesoro che ci ricordi la nostra bella Zena, ci sono magliette, tazze, borse con il logo Genoa Bay Beach, ma credo che siano tutte rigorosamente Made in China. Meraviglie della globalizzazione. Tralasciamo il merchandising e spaziamo con la mente alla ricerca di ricordi della città natale di Ordano.

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Non sembra che il mercante si sia dedicato all’edilizia e ciò si per sé è un fatto positivo, visto come sono finite le nostre coste. Al contrario di quanto è avvenuto dalle nostre parti, la natura è rimasta incontaminata. Gli insediamenti umani sono mimetizzati tra gli alberi. Non esiste il centro storico, non è sorto un paesino dove andare a fare due passi o fermarsi a far la spesa.

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Genoa Bay è piccolissima, impossibile perdersi nel centro, andare a zonzo per i vicoli. Come indica il nome, si tratta di una baia, non di un a paesino. Tutte le attività si concentrano intorno al mare ed il commercio si limita ad un negozietto in cui si possono acquistare cartine geografiche, souvenir e oggetti di prima necessità. Ci si può anche fermare a mangiare qualcosa, ma le trenette al pesto non figurano nel menù. Speravo almeno in un pezzo di focaccia, ma la magia toponomastica non arriva a tanto. Il piccolo ristorante antistante la baia presenta la solita combinazione di panini, hamburger, insalate e minestre, oltre a qualche birra locale, ma decidiamo di non fermarci a pranzare a Genoa Bay. IMG_20140719_123552

Godiamoci il panorama che ha un che di nordico, più che di ligure, non fosse altro per i colori freddi, il cielo tendente al plumbeo. Ecco emergere dall’acqua una strana figura che ricorda un airone.

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Confesso che, nonostante gli sforzi a me la baia fa pensare a Vacanze all’isola del Gabbiani, più che alla mia liguria, ma ciascuno ha i suoi ricordi e vede il mondo attraverso lenti diverse. Però certo se avessi trovato un bel ristorantino con cucina ligure mi sarei fermata volentieri. Niente da fare. Ma per fortuna per ricreare i sapori della nostra terra per fortuna c’è Vittorio che dal suo blog http://vivalafocaccia.com ci indica come fare per ricreare persino la focaccia di Voltri. Corro subito in cucina.

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9 thoughts on “Genoa Bay, BC

  1. Ma dai, fantastico! Anche a me ricorda Vacanze nell’Isola dei Gabbiani, non ha proprio niente di Genova però è un bel posticino e il suo nostalgico fondatore ha scelto una bella insenatura posata sul mare, due caruggi almeno potevano costruirli eh 🙂
    Azzardo un’interpretazione, per me il mitico Ordano in realtà si chiamava Giordano, mi sembra più che plausibile, no? Bacioni carissima!

    • Carissima, anche a me è venuto in mento che potesse chiamarsi Giordano, perché il cognome Ordano non l’ho mai sentito. In effetti avrebbe potuto almeno edificare un minimo, ma sembra che gli interessasse solo il porto per motivi commerciali. Mi aspettavo almeno un’edicola con una piccola statua commemorativa. Chissà quante ne avrà viste a Zena, ma comunque rimane il nome che non costa niente!

  2. Visto il posto sembra plausibile che il povero Ordano l’abbia battezzato col nome di Genoa dalla nostalgia che lo attanagliava. E come dargli torto? Paesaggio suggestivo, senza dubbio, ma che magone a pensare al sole e al porto di Genova brulicante di vita. Baci rivieraschi!

    • Chi lo sa? Dicono che il posto gli ricordasse Genova, la teoria della nostalgia però mi sembra plausibile 😃. Immagino che si sarà sentito piuttosto solo da queste parti. Immaginati come doveva essere più di cent’anni fa, del tutto disabitato 😩

      • Il fatto sta che sembrano ci siano poche fonti per ricostruire la vita dell’Ordano a parte quelli che si conservano presso la zona di Genoa Bay. Ad esempio, e’ vero che lui fu l’unico italiano a vivere li’ in quell’epoca? Spesso si parla di lui come solitario, come se fosse stato un misto di eremita e mercante, ma e’ possible che non fosse stato accompagnato da almeno una piccola colonia ligure, cioe’ di parenti, cosi’ costituendo un’enclave fiera delle loro identita’ e traduzioni in quanto genovesi (anziche’ italiani, visto che si parla di eventi del 1858)?

  3. A forza di parlarne mi sta venendo una gran voglia di rileggere il romanzo di Astrid Lindgren! Io sono l’ultima a poterlo dire ma per quel poco che ne vidi anni fa e da quel che leggo sul blog della Miss, qui di Genova c’è giusto il nome…un bell’omaggio comunque.

  4. Pingback: Una genovese in Canada | Dear Miss Fletcher

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