Totem Tour per il centro di Duncan, BC

IMG_20140718_133348Per molti di noi la parola totem ha delle reminiscenze psicanalitiche, associata com’è con il tabù nella nota concezione freudiana. Oggi però lasciamo da parte la legge paterna, le pulsioni, l’inconscio e ci addentriamo in un affascinante tour alla scoperta delle leggende indigene che rivivono per le strade di Duncan, il paese dei Totem. Situato a breve distanza da Victoria, Duncan è conosciuto a livello internazionale per la vasta collezione di totem che ornano il centro urbano, ricordando che, nonostante il nome di origine anglosassone, ci troviamo in un centro importante della cultura indigena. Iniziamo il Totem tour e seguiamo le impronte gialle che ci portano alla scoperta dell’arte, dei miti e delle tradizioni locali, reinterpretate da una serie di artisti indigeni che hanno attinto al folklore della zona per dar forma a queste imponenti opera artistiche.

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Siete pronti? Vi avverto che fotografare i totem non è un’impresa facile poiché per apprezzarne la complessità, la bellezza e il significato è necessario andare oltre la visione frontale, osservarli da più lati e soffermarsi a distinguerne gli elementi e la simbologia. Avvicinarsi ai totem con un occhio occidentale è un po’ come cercare di capire un quadro rinascimentale senza nozioni classiche. Abbiate dunque pazienza perché le mie nozioni di cultura indigena sono  alquanto rudimentali.  Per comprendere almeno gli elementi fondamentali della mitologia delle tribù della zona è utile ricordare che ci troviamo non lontano dalla costa, in una zona nella quale gli abitanti vivevano a stretto contatto con le aquile, i corvi imperiali, ossia i raven, le orche, i salmoni, le foche e gli orsi, tutti elementi che ritroveremo in varie combinazioni nei totem.

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Iniziamo dalla piazza principale antistante l’antica stazione ferroviaria, punto nevralgico del paese. Da qui infatti partivano i convogli carichi di tronchi d’albero, destinati al porto di Victoria. L’industria del legname è tutt’ora fiorente, anche se ha perso molto dello splendore del passato. Duncan è senza dubbio un paese di pionieri in cui la cultura locale con i suoi oltre quattromila anni di storia sopravvive alla mcdonizzazione del continente.

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Eccoli che si ergono mestuosi, che allargano le ali stagliandosi contro un cielo azzurro, soleggiato. Come vedete hanno colori splendenti poiché si tratta per la maggior parte di totem intagliati recentemente e in ottimo stato di conservazione. Infatti al contrario delle statue di marmo i totem hanno bisogno di frequenti restauri per mantere intatti i colori e le forme.

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Molti totem fanno riferimento ai molteplici aspetti della cosmologia indigena, senza tralasciare elementi fondamentali dell’esistenza, in primis, alla lotta degli esseri umani per la sopravvivenza. Nel succedersi delle immagini intagliate nel legno leggiamo la complessa relazione tra gli elementi del creato.  Le trasformazioni della vita trovano riscontro nel susseguirsi delle figure che si abbracciano e si sovrastano in queste strutture multiformi.

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Per comprendere la complessità di queste creazioni artistiche iniziamo con la leggenda dell’orca assassina, the killer whale, che divorando i salmoni, alimento essenziale nella dieta delle popolazioni indigene, aveva causato una pericolosa carestia.  Il totem ricorda che grazie alle preghiere e all’intercessione di forze soprannaturali, la carestia fu evitata e la pace e la prosperità tornarono a regnare.

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Ogni totem narra una storia, celebra la relazione tra gli elementi naturali, la convivenza degli esseri umani con le altre forme viventi, con le foche, gli orsi, i salmoni, i serpenti e con gli elementi naturali, senza scordare la spesso difficile convivenza con i colonizzatori.

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Credo che non si possa evitare una lettura politica di questo totem sovrastato dal serpente posto di fronte al palazzo di giustizia.

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Le leggende sono molteplici e le interpretazioni richiederebbero uno studio approfondito che in questo momento non sono in grado di fornirvi. Lasciamoci andare alla contemplazione della loro bellezza.

Ecco in una rotatoria appare uno dei totem più espressivi, dalle tonalità cromatiche più spiccate. Riconoscerete sicuramente le ali dell’aquila che lo sovrastano.

IMG_20140718_140708Proseguiamo per scoprire il totem più largo del mondo. Eh sì perché sebbene di solito i totem siano strutture affusolate, questo costituisce un’interessante eccezione. Vediamolo insieme.

IMG_20140718_140813Si intitola Cedar Man Walking out of the Log ed è stato intagliato in un albero quasi millenario. Secondo la didascalia si tratta di un tronco di oltre 750 anni. Come si può notare a differenza di altri totem, questo conserva la struttura del tronco originale dal quale emerge la testa del capo tribù. Il resto della composizione ha un tono celebrativo che esalta le virtù di una famiglia eminente nella comunità Kwaugu’l.

IMG_20140718_141155Ogni totem è opera di un artista diverso che attinge alle leggende della sua tribù per creare queste opere uniche.

Anche la relazione uomo donna dà origine ad un totem un po’ particolare, meno spiccante degli altri, ma sicuramente interessante. Non fatevi illusioni, l’immagine che sovrasta la struttura rappresenta un uomo, quella al di sotto, una donna. La struttura patriarcale si mantiene, ciascuna vestita con abiti cerimoniali.

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Accanto a questo totem troviamo la statua di Confucio che ricorda il contributo della comunità cinese alla costruzione della ferrovia e della cittadina.

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Infatti se Victoria vanta la più antica Chinatown del Canada, Duncan ricorda i pionieri cinesi che si insediarono nelle comunità dell’interno durante la seconda metà dell’Ottocento.

Ci troviamo in territorio Coast Salish.  Tutta la città, persino il centro commerciale situato a breve distanza dal centro storico, celebra il passato indigeno della comunità Quw’utsun’, di cui si può ammirare il centro culturale.

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Attaversando la strada sembra di entrare in un altro mondo, quello dominato dalle multinazionali impersonali, dal capitalismo più bieco. A meno di cento metri dal Quw’utsun’ Cultural Centre ci imbattiamo in una serie di ipermercati e centri commerciali. Il senso di comunità viene bruscamente interrotto dalla proliferazione di questi nonluoghi. La cultura indigena tenta di riaffiorare imponendosi visivamente sull’insegna di questo shopping mall. Chissà cosa ne direbbe Marc Augé.

IMG_20140718_151634Le stranezze della postmodernità non cessano di sorprenderci, vediamo così che l’enoteca del governo provinciale, il BC Liquorstore, convive con negozi di cellulari, ristoranti giapponesi ed erboristerie, il tutto sormontato dalle immagini dell’arte indigena.

Non resisto alla curiosità, entro a vedere che meraviglie ci riserva la globalizzazione. Il centro commerciale è piuttosto triste, soprattutto in un pomeriggio estivo. Riesco a convincere anche il resto della famiglia a seguirmi. Lo fanno controvoglia. Padre e figlio condividono un profondo rigetto nei confronti consumismo, per non parlare della moda. Li convinco che si tratta di un esperimento antropologico dai risvolti sociologici. Sia ben chiaro che siamo qui per osservare, non per consumare.

La zona ci riserva ulteriori sorprese e tra uno sportello bancario e negozi plastificati si erge un altro totem, questa volta circondato da due statue raffiguranti due indigeni. Tutto intorno si osservano le onnipresenti bandiere canadesi a ricordare chi detiene il potere in questa comunità.

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8 thoughts on “Totem Tour per il centro di Duncan, BC

  1. Sono veramente alti e imponenti, non sapevo che dalle tue parti ci fossero cose simili!
    Quello con l’aquila è veramente scenografico e di grande effetto…certo che verderli all’imbrunire deve fare un po’ impressione, non credi?
    Bellissimo tour! Bacioni!

  2. C’e’ davvero un contrasto forte tra i totem, che sono tutti di costruzione recentissima ma conservano i motivi assai antichi, e il supermodernismo del vicino centro commerciale in stile “strip mall” (un po’ al di fuori del nucleo dell’abitato di Duncan), i cui ideatori potevano trasformare il vuoto boscoso in un luogo piu’ o meno “vero” ma invece ne hanno creato un enorme “nonluogo” adatto prima di tutto al parcheggio delle auto e del consumismo veloce. I totem sono preziosi in quanto espressioni bellissime delle varie culture indigene, ma anche perche’, inter alia, inseriscono nel tessuto urbano le narrative e le storie care ai quei popoli che sono riusciti a mantenere le loro tradizioni malgrado tutto. Grazie di questa ricca mostra interpretativa!

    • Che telepatia! Anticipi i temi del mio ultimo post, o forse facevamo le stesse riflessioni in stanze diverse. Forse dovrei fotografare anche le zone più brutte perché una strip mall in Italia come fanno a immaginarsela?

  3. Pensa che a me la parola totem ricorda immediatamente Qui Quo Qua e il manuale delle giovani marmotte! Però che nomi impronunciabili che hanno queste tribù d’indigeni! Una riga di consonanti!
    A me comunque piace anche il centro commerciale: sembra così refrigerante nella penombra della tua foto!

  4. Non so chi abbia inventato la grafia delle lingue autoctone, ma so che è piuttosto problematica per cui è possibile che ci siano dei suoni vocalici che non appaiono in forma scritta. Chissà, a giudicare dall’inglese, tutto può essere.

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