A Real West Coast Experience

Invogliati dall’anomala ondata di caldo e di sole che l’estate ci ha improvvisamente regalato ci siamo diretti verso ovest, in direzione di Port Renfrew, un posto che da tempo ci eravamo ripromessi di visitare. Perché avevamo aspettato tanto? Per una semplice questione metereologica: Port Renfrew è il luogo più piovoso dell’isola. Con una media di circa 3 metri d’acqua all’anno, ospita una foresta pluviale incantevole e un clima decisamente unico per chi ama l’umidità, la nebbia e, ovviamente la pioggia. Ma oggi a Victoria c’era un bel sole, un’aria tersa, un cielo limpido che faceva presagire una giornata splendida. E così ci siamo messi in moto, incuranti degli avvertimenti della guida che indicava la probabilità di frequenti cambi climatici e la possibilità di banchi di nebbia noncché di piogge sparse in qualsiasi periodo dell’anno.

Per quanto alcuni miei amici pensino che da tempo immemorabile la sottoscritta viaggi con la nuoletta di Fantozzi incorporata, non perdo mai la speranza e mi getto a capofitto nelle nuove avventure con un’ottimismo che rasenta l’incoscienza. Ero convinta che in una giornata come oggi avremmo avuto la fortuna di poter vedere la costa ovest dell’isola illuminata da un bel sole estivo.

Dopo circa una mezz’ora, ossia quando non ci trovavamo neanche a metà strada l’azzurro del cielo ha iniziato a velarsi di grigio. Che ci fosse un incendio, mi sono domandata. In estate le foreste ardono facilmente. Temevo che ci inoltrassimo in una zona a rischio perché per quanto ottimista ho anche una discreta fantasia per immaginare disgrazie e disastri naturali.

Non dovremo mica tornare indietro a causa delle fiamme, meditavo mentre il mio imbattibile olfatto tentava di individuare la fonte del grigiore. No, per fortuna non si trattava di niente del genere. Aguzzo dunque la vista e mi rendo conto che a velare il cielo è proprio lei, la nebbia.

Com’è possibile? Siamo in lugliio, il tempo a Victoria era splendido, sembra che siamo passati dall’estate all’autunno nel giro di pochi minuti. Conviene proseguire o sarà meglio fermarsi a fare il punto della situazione?

Ci troviamo a Sooke, a circa 35Km di distanza da casa, accostiamo in uno spiazzo vicino alla spiaggia e scendiamo a goderci un panorama inaspettato.

La nebbia provieniente da ovest, dove lo Stretto di Juan de Fuca incontra il Pacifico, ha ormai fatto la sua entrata trionfante sulla costa.

Il paesaggio è suggestivo, il mare si fonde con l’orizzonte e per il momento la nebbia non sembra troppo preoccupante.

IMG_20140715_111418Il sole illumina ancora debolmente la spiaggia, ma guardando verso est, la nebbia si fa più fitta.IMG_20140715_111433

Cerchiamo di intravvedere il contorno della costa, il mare che lambisce la spiaggia e la pineta, ma tutto è avvolto da un’atmosfera spettrale, più degna di altre stagioni.

Lo sguardo si spinge oltre per individuare i contorni di ciò che ci circonda, in cerca di uno spiraglio di sole che ci permetta di vedere il golfo.

IMG_20140715_111458Il sole splende sui ciottoli della spiaggia, ma si eclissa a poca distanza, scomparendo in un mare placido, senza onde.

IMG_20140715_111556Decidiamo di fare una passeggiata sulla spiaggia e di provare la temperatura dell’acqua. E’ gelida, non immagino che sensazione si debba provare tuffandosi in mare. Mio marito, sempre pratico, mi informa che il corpo umano non resisterebbe nemmeno 10 minuti a questa temperatura. Non è il caso di contraddirlo con prove pratiche. Vorrei avere il coraggio di fare il bagno in queste acque, ma so che resterà un sogno.

IMG_20140715_111635La nebbia rende ancora meno invitante questo tratto di mare. Per quanto l’atmosfera sia molto suggestiva, il costume è destinato a restare asciutto e i vestiti, almeno per oggi, non li abbandoneremo., anzi tireremo fuori le felpe perché anche la temperatura è calata notevolmente.

IMG_20140715_111645La nebbia si infittisce così come il mistero di questo clima imprevedibile. Camminiamo sulla spiaggia stregati dalla luce rarefatta che avvolge tutta la zona. Solo pochi minuti fa, un po’ più all’interno c’era il sole.

IMG_20140715_111701Eccolo lì, in alto, che cerca di aprirsi un varco nella nebbia. Scrutiamo la spiaggia in cerca di altri tesori. Ed ecco un cumulo di alghe lunghe e affusolate. La prima volta che le vidi pensai che si trattasse di tubi di gomma abbandonati dai vandali, poi appresi il nome di questa pianta marina così inusuale: kelp. E’ un tipo di alga molto diffusa in questa zona, la si può osservare in tutta la costa. Alcuni tipi di kelp sono commestibili, ma quelli che vedete qui non credo che possano trovare uso in cucina.

IMG_20140715_112010Non si capisce perché il sole debba splendere sulla spiaggia, ma non ce la faccia a dissipare la nebbia proveniente dal mare.

I contorni della pineta appaiono sfumati.

IMG_20140715_112018Decidiamo di fare dietrofront e dirigerci verso la città dove speriamo che splenda ancora il sole. Nonostante abbia sangue padano, non ho mai imparato ad amare la nebbia e non sono mai riuscita a capire l’entusiasmo di mio padre per quei paesaggi ovattati in cui lo sguardo non spazia verso l’orizzonte. La costa ligure e la frequentazione montaliana mi fanno propendere per cieli più nitidi. Riprendiamo il viaggio in senso opposto e ben presto riappare il cielo si rasserena. I miei occhi, ben più avvezzi a scrutare paesaggi urbani che l’immensità e i misteri della natura, individuano un bel posticino per rifocillarci: Old Vienna Bakery. Facciamo una sosta. La commessa è molto gentile e i dolci in esposizione sollecitano le papille gustative. Devo provare qualcosa! La scelta non è semplice, tutto ha un aspetto invitante, ma il “Lemon Copenhagen” mi conquista sia per l’estetica che per il gusto. E’ veramente delizioso. Ringrazio la ragazza che me lo aveva consigliato e le racconto che si tratta di un premio di consolazione. Eravamo diretti a Port Renfrew, ma abbiamo desistito per via della nebbia. Mi guarda sorpresa e tesse le lodi del Pacifico, concludendo. “It’s always foggy on the way to Port Renfrew, but it’s beautiful. I’ve never seen Port Renfrew without fog. It’s the real West Coast experience!”

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7 thoughts on “A Real West Coast Experience

  1. Insomma l’hai visto al suo meglio, visto che la nebbia non è un optional. Le atmosfere sono davvero suggestive mi ricordano quelle di un’isoletta dell’Olanda dal nome impronunciabile affacciata sul mare del Nord dove già a settembre il vento la faceva da padrone con temperature dell’acqua tutt’altro che invitanti. 🙂

  2. Direi che solo voi col tanto sospirato sole nel cielo potreste scegliere una gita nella patria della nebbia! 😉 io opto per l’Old Vienna… promette meglio anche se manca debita documentazione fotografica! Bacioni e grazie dei tuoi resoconti! Un saluto al professore!

    • Noi avevamo scelto scientificamente una giornata di sole, è che il posto non risponde alla logica convenzionale. Torneremo al Little Vienna e faremo qualche foto. Appena arrivati ci siamo fiondati sulle cibarie e sai com’è davanti a tante leccornie ho perso la testa. Il professore è stato in grado di scegliere la torta più schifosa, ma l’ha trangugiata lo stesso, stile rumentero doc.

      • Bravo il professore! Aspetto un pezzo scritto di sua propria mano: un professore in Canada! Bacionissimi1

  3. Ma questo posto è bellissimo anche con la nebbia, poi vedi che non è colpa della tua nuvoletta? E’ proprio così 🙂
    Le alghe anche se commestibili le lascio ad altri, però un Old Copenaghen ci starebbe…vogliamo un post su questa pasticceria!
    Baci!

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