Libreria, armadio, frigorifero: similitudini inquietanti

Non so se capiterà anche a voi, ma di fronte agli scaffali delle librerie di casa, all’armadio, al comò e al frigorifero provo spesso una sensazione simile, un certo sconforto, un senso di profonda insoddisfazione. Mi spiego meglio, certi giorni cerco qualcosa da leggere, da mettermi o da mangiare, ma non c’è niente che mi ispiri, non perché non ci siano opzioni in casa, per carità, ma perché non riesco a trovare qualcosa di adatto al gusto e alla situazione. A volte mi sveglio alla mattina e non so cosa mettermi, non so cosa mettere sotto i denti e, ciliegina sulla torta, non so cosa mettere in borsa da leggere sull’autobus o durante la pausa caffè.

Unknown

 

La sensazione di fronte all’armadio è pressoché identica a quella che provo di fronte alla pila di libri in precario equilibrio sul comodino o sulla scrivania e ai cibi conservati in frigorifero e in dispensa. Mi domando cosa mi fosse venuto in mente quando avevo deciso di fare piazza pulita di tutte le schifezze e assicurarmi di avere solo prodotti biologici, cibi sani, frutta, verdura e tofu. Perché mai avevo deciso di bandire patatine, biscotti, Nutella, stuzzichini e leccornie di vario tipo, sostituendoli con fiocchi d’aveva, cereali di agricoltura biologica, farina di riso, quinoa, e altri ingredienti insipidi quanto salutari? La spiegazione c’è ed è pure convincente: volevo dare il buon esempio ai ragazzi che continuano imperterriti a ripetere: “I avoid those cereal like the plague” o “They taste like cardboard” e hai voglia di ripetere che è importante mangiare sano, evitare l’eccesso di zuccheri, di grassi, di fritti. Per un po’ ce la faccio ad essere virtuosa, ma certi giorni sono presa dallo sconforto. Anch’io sento una leggera avversione a tutte le regole che mi sono imposta e che cerco di imporre al resto della famiglia a stelle e strisce.

Anche di fronte all’armadio le cose non sono destinate a migliorare, va bene che ci sono ancora dei dinosauri che aspettano di entrare nella categoria vintage, per non parlare di quelli di due taglie di meno che spero un giorno di poter portare ancora a spasso, ma perché, mi domando, non riesco a trovare proprio niente che mi vada?

Perché, soprattutto provare la stessa sensazione di fronte a fior fior di tomi di ogni epoca genere e lingua?

A volte mi sembra di essere come gli incontentabili, ve li ricordate dall’epoca di Carosello? Purtroppo non vado in cerca di una lavatrice, ma di qualcosa di bello, di buono e di divertente: abiti che si abbinino (e si abbottonino), qualcosa di gustoso che non faccia ingrassare e un libro avvincente che non sia un drammone, insomma, qualcosa di adatto all’umore e al gusto del momento.

Con il passare degli anni i libri funzionano sempre di più come gli abiti e come i cibi. A volte mi va di vestirmi sportiva, altre mi metto più in tiro, certi giorni propendo per i colori caldi, altri per le tonalità dell’azzurro o del viola. Certi giorni sono una macchia di colore, altre volte opto per un look più sobrio, più classico, ma dopo giorni e giorni di grigio tiro fuori i pantaloni gialli, gli stivaletti rossi e un maglione arancione, tanto per supplire alla mancanza dei raggi solari. Illumino il corridoio, come dicono certi colleghi. Con il cibo, succede qualcosa di simile: a volte mi fiondo su qualcosa di dolce, altre non resisto al richiamo della salumeria, altre, il più delle volte in realtà, propendo per cibi sani, verdura, frutta, dieta mediterranea, insomma. Anche con i libri i gusti cambiano a seconda dell’umore e della stagione, a volte preferisco un giallo, altre un classico o un saggio, sempre che non debba leggere per lavoro, nel qual caso non ci sono opzioni. Durante l’estate, però, quando il dovere lascia spazio al piacere succede che certi giorni diventi difficile trovare un libro che mi soddisfi, che si adatti all’umore del momento, soprattutto perché a differenza dei cibi, i cui gusti sono già noti, e dei vestiti che, di solito, sappiamo già come ci stanno, i libri sono un’incognita, bisogna iniziare a leggerli per sapere come siano. Solo immergendoci nella lettura, possiamo conoscerne il sapore, scoprire se si tratta di un buon antipasto, di un primo, di un secondo o di un dolce, se contgano una storia speziata, se siano troppo dolciastri, se siano low fat al punto da essere insipidi, o se lo stile baroccheggiante ci risulti indigesto. Alcuni libri sono amari come un caffè nero, adatti al risveglio, altri ci rifocillano come un bel piatto di lasagne in una giornata invernale, altri ancora inducono alla sonnolenza come un piatto di polenta al ragù. Alcuni sono adatti alle giornate estive come una caprese, altri evocano atmosfere invernali. Alcuni assomigliano a quei capi che vanno di moda solo una stagione, altri sono intramontabili, altri ancora sono come i vestiti da sera, da sfoggiare solo nelle grandi occasioni. Ci sono autori che non ci deludono mai, altri che ci accompagnano dolcemente tra le braccia di Morfeo. Ci sono autori essenziali come il sale, ma vanno dosati accuratamente.

Alcuni libri sono come un buon vino, migliorano con gli anni, altri sono effimeri come la panna montata. Alcuni lasciano un gusto amaro, altri sono stucchevoli o agrodolci, ma come fare a saperlo prima di entrare nel loro bosco narrativo? Ci sono giorni in cui abbiamo voglia di libro che sia come un formaggio stagionato e troviamo invece solo sottilette: storie riciclate che imitano pedestremente quelle più autentiche. Altri giorni ci accontenteremmo volentieri anche di qualcosa di leggero perché abbiamo già troppi problemi a cui pensare. A volte vorremmo delle storie che ci facessero dimenticare il presente per distarci da tutto. In certi momenti vorremmo trovare un libro che ci consolasse, che ci faccesse passare quell’insoddisfazione di fondo di cui non riusciamo a liberarci.

 

 

 

 

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6 thoughts on “Libreria, armadio, frigorifero: similitudini inquietanti

  1. Ecco, io questo sconforto per i libri non l’ho mai provato, sarà che scelgo solo libri davvero adatti a me, non so…la mia libreria è solo piena di amici cari che incontro volentieri!
    La quinoa? Ne ho sentito parlare ma sinceramente non so cosa sia, di cosa sa? Bacioni!

    • Carissima, considera che vivo all’estero e la maggior parte dei libri li compro per corrispondenza, in più ci sono dei giorni in cui non riesco neanche a decidere in che lingua ho voglia di leggere.
      La quinoa è un tipo di cereale che contiene molte proteine, ma è un po’ amarognolo. Io lo preparo ogni tanto, ma poi sono l’unica che lo mangia perché anche il mio consorte, pur essendo onnivoro, non lo gradisce molto.

  2. Il Canada ti rende troppo naturista ed ecocompatibile! Ci vuole un po’ di grassi insaturi! Anche San Benedetto nella sua Regola concedeva ai monaci una certa quantità di vino giornaliera, perchè dà forza e rallegra il cuore! non parla di Nutella… semplicemente perchè non c’era ancora! 🙂

  3. Armadio? Da qualche tempo ho smesso di affliggermi, il mio ideale sarebbe un abbigliamento shabby d’antan, impossibile trovarlo nei negozi globalizzati di Milano e dintorni. Frigorifero? Niente rinunce ossessive mi intristiscono troppo, poco ma di tutto. Libri? Tutto quello che mi passa per la mente…l’eccessiva selezione mi sfianca più del senso di perdita del mio tempo. Quinoa? No, grazie…soprattutto dopo quello che hai scritto alla Miss 😀

    • La questione del frigorifero è dettata dalla necessità di evitare che i ragazzi si cibino di schifezze e visto che l’autocontrollo non è il nostro forte, non resta che evitare di portare in casa certe cose. Per i libri forse l’e-book potrebbe risolvere molti dubbi. Ci penserò però le giornate uggiose in cui sono insoddisfatta di tutto credo che resteranno…

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