Curiosità victoriane

Vi eravate abituati alle bellissime giornate estive con il sole radiante e atmosfere paradisiache? Ebbene devo deludervi, Victoria non è la mecca degli amanti della tintarella. Il clima, per quanto lo chiamino mediterraneo, ha poco a che fare con quello a cui siamo abituati noi italiani. Insomma, oggi ci si poteva benissimo domandare se fossimo in autunno o in estate. Il cielo è plumbeo, invita a sedersi a leggere un bel libro. Sono alle prese con un poliziesco ambientato proprio qui in città, Seaweed on Ice, più adatto per le vacanze di natale che per l’estate, forse per questo procedo a rilento. Il mistero si infittisce, ci sono elementi della cultura indigena, avvocati corrotti e una trama internazionale di ricettatori d’arte, almeno mi pare di capire, ma non voglio stare in casa tutto il giorno. Facciamo uno sforzo, mettiamo l’impermeabile e usciamo. E’ una giornata uggiosa, un po’ tetra ma facciamoci coraggio. Dove vi porto con questo tempo? Andiamo a zonzo per la citta’ alla ricerca di immagini curiose.

Vi è venuto appetito e non sapete cosa scegliere? Vi propongo un classico del picnic riveduto e aggiornato per i palati più esigenti.

Haute Dogs

I Gourmet Haute Dogs. Sì, avete capito bene, sono la versione chic dei più pedestri hot dogs, cibo da strada per eccellenza, un panino che difficilmente associamo con il lusso o il gourmet, ma qui a Victoria la fantasia non manca, soprattutto quando si tratta di spennare il turista. Non a caso questa maison degli haute dog si trova quasi di fronte al terminal dei traghetti che collegano l’isola con gli Stati Uniti. Devo dire che non c’era una gran folla per assaggiare queste prelibatezze o forse non era l’ora adatta per gustare wurstel biologici. Cosa dite, li assaggiamo?

 

Per smaltire le calorie propongo un giro sul lungomare per scovare qualche angolino interessante. Non abbiamo fretta. Sicuramente ci saranno degli scorci da immortalare, tutto sta ad avere la macchina fotografica pronta per scattare le immagini. Sono davanti al porticciolo in una zona un po’ meno affollata. Si vede che i croceristi non si avventurano fin qui. Meglio per noi. Sul lato della strada il traffico e’ intenso, non riesco a scattare delle foto decenti dei palazzi del centro. Torneremo un’altra volta. Guardiamo verso il mare. Oggi prevalgono le tonalità fredde, tipiche della costa pacifica e della West Coast, tradizionalmente molto piovosa. Mentre passeggio noto una struttura che mi incuriosisce. Sarà uno di quei cannocchiali che ti permettono per poche monetine di mettere a fuoco il paesaggio? Vediamo un po’. Sembra uno scherzo, una scultura estemporanea che ricorda un oggetto ormai quasi in disuso, ma molto utile ai naviganti, un binocolo, sostenuto da due mani maschili. Eh, sì, perché lo sguardo è appannaggio loro. Non vi pare interessante come piccoli particolari ci ricordino il nostro ruolo marginale in questa società pseudo avanzata ed egualitaria?

Binocolo

Cosa vedrebbe l’esploratore da questa posizione? Una baia fino a qualche decennio fa quasi incontaminata, dalla quale partire per raggiungere altre destinazioni. Oggi il moderno esploratore ha a sua disposizione numerosissimi mezzi di trasporto, dal Sea Plane che collega l’isola con la terra ferma ai traghetti, ai vaporetti, ai taxi di cui vi ho già parlato fino all’autobus acquatico, tanto amato dai più piccini.

Seaplane and Hippo

Aguzziamo la vista e vediamo cosa succede in mare. C’è traffico anche lì, tra i taxi, le barche e l’autobus acquatico direi che questo specchio d’acqua sia piuttosto trafficato.

Plane and hippo

Mettiamola a fuoco meglio questa strana imbarcazione anfibia che si aggira per la baia.

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In lontananza c’è un altro taxi giallo e sullo sfondo il Blue Bridge, un ponte levatoio ormai molto datato che attende da anni le tanto promesse opere di restauro.

Spaziamo sulla baia per vedere dove vanno tutte queste imbarcazioni e notare gli insediamenti umani.

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Alberghi, condomini di lusso. La città si è attrezzata bene per accogliere i turisti venuti da lontano, soprattuto dall’Asia, il continente più vicino. Sapete che costa meno andare a Shangai che a Londra? Magari uno di questi giorni ci faccio un pensierino e raggiungo l’est passando da ovest.

Tralasciamo i sogni di terre lontane e guardiamo cosa succede nella piazzetta qui dietro, Bastion Square, luogo d’incontro e sede di un mercatino tra l’hippy e il country. Victoria è la città dei fiori, perché non rivendicarli con strutture in acciaio? E’ un monumento ai fiori. Senza dubbio ha un aspetto particolare. Non credo che sia stato ideato con velleità artistiche, ma rallegra questa giornata così grigia.

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Non ho potuto evitare le macchine, pensavo di avercela fatta quando è spuntata questa qui per ricordarci che non si tratta solo di una città turistica.

Vi sarete domandati come mai non vi abbia ancora parlato della regina Victoria. Volevo lasciarla per il gran finale, ma non ho resistito quando ho visto questo murale che raffigura la regnante e racconta la storia della città, sorta come porto per il commercio delle pelli, fur trading port.

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L’autore del murale si domanda quale fosse stata la reazione della giovane regnate quando seppe che la Hudson Bay Company aveva deciso di battezzare questo piccolo forte proprio Fort Victoria. In breve ecco la storia della città, il passato commerciale e lo spirito imprenditoriale di quest’isola colonizzata da scaltri mercanti britannici.

Ironia della sorte e miracolo della civilizzazione, a distanza di oltre un secolo, Victoria ha abbracciato il vegetarianesimo e le pelli con le quale si sviluppò un florido commercio non si vedono più. Nel secolo scorso qui giungevano anche avventurieri e i cercatori d’oro a comprare tutta l’attrezzatura per poi partire verso il nord a caccia di fortuna. C’erano grandi empori, dove si poteva trovare tutto il materiale necessario per per andare in cerca di questo metallo prezioso. Dovevano esserci dei tipi inressanti, ma anche dei brutti ceffi in città. Ci saranno stati anche dei salon e delle banche per questi intrepidi minatori che si accingevano a raggiungere il Fraser Valley in cerca del metallo prezioso. Da qui si partiva ricorrendo sogni di ricchezza. Non più l’Eldorado rincorso dai Conquistadores spagnoli, ma qualcosa di più prosaico, ma pur sempre eccitante. Un giorno vi racconterò le vicende dalla febbre dell’oro, il gold rush. Qualcuno fece anche fortuna, ma ben presto le riserve di minerali preziosi si esaurirono e il forte, dedicato a sua maestà Queen Victoria, passò ad essere un centro amministrativo, capitale  della provincia più occidentale del Canada, il British Columbia. Con un aggettivo così, direi che il nome sia appropriato.

Cosa ne è rimasto di quel passato di citta di frontiera? Bisogna aprire bene gli occhi per scovare i segni della storia recente di questo remoto angolo del mondo, ma non abbiate fretta, domani torniamo in centro. Stay tuned!

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6 thoughts on “Curiosità victoriane

  1. Un po’ nuvolo lo è ma mi sembra abbastanza luminoso… o no? Brava, Puppi! Si potrebbe avere qualche bella vetrina: abiti, pasticcerie, bei negozi?!

  2. L’autobus acquatico mi piace un sacco! Guarda quande belle cose ci stai mostrando, finalmente.
    Ecco, i racconti sulla febbre dell’oro non voglio perderli, mettiti all’opera Baci!

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