Il frigorifero delle pari opportunità

Il frigorifero delle pari opportunità

Ci siamo ormai abituati all’idea che il femminismo abbia fatto il suo tempo e che solo un paio di chittone acide tornino periodicamente all’attacco con il tema delle rivendicazioni delle pari opportunità. Ovviamente le loro anacronistiche rivendicazioni rispondono alle loro insoddisfazioni più che ad una reale necessità, ma guardiamoci intorno. Vi propongo un gioco. Cominciamo dalla cucina. Facciamo un piccolo inventario di quello che c’è e di chi ce l’ha messo, chi si occupa di mantenere in ordine questa centrale operativa, centro nevralgico dell’unità familiare. Passo in rassegna la mia cucina, una cucina particolare in una casa pensata con altri criteri e altre necessità nel lontano 1911 quando l’istruzione ed il voto per le donne erano ancora una quimera. Ebbene la mia cucina rivela i suoi anni ed un’ideologia d’altri tempi. E’ piuttosto spaziosa, ma non del tutto efficiente. L’IKEA non esisteva e si faceva la spesa tutti i giorni. Qualche intervento nel secolo scorso I’ha resa più moderna e funzionale, senza riuscire a metterla del tutto al passo con i tempi, ma a noi piace così.

Vediamo un po’: i fornelli in vetro ceramica sono coperti da una patina di sporcizia richiedono la nostra attenzione, così come i barattoli delle spezie che da un anno si appilano lì vicino. Chi l’avrebbe mai detto che fosse necessario pulirli di quando in quando? Credo che la pulizia dei barattoli, delle mensole e delle altre superfici domestiche non sia ancora entrata a far parte del lessico di chi lascia numerose ed evidenti traccie della sua presenza in cucina seminando macchie a destra e a manca (i soliti ignoti). Proseguiamo verso sinistra ed esaminiamo la mensola dei cereali: ecco stendersi in modo quasi uniforme un velo di polvere, invisibile a coloro che ogni mattina prelevano le scatole e ne versano il contenuto nelle rispettive ciotole. Arriviamo all’isola che sormonta la cucina, una scrivania riciclata, degna senza dubbio dell’attenzione di Schliman che potrebbe solazzarsi a datare le stratificazioni e le tracce di colazioni e merende. Ma il regno dell’archeologo tedesco, quello che scoprì i resti di Troia, sarebbe senza dubbio il frigorifero, lì troverebbe “pane per i suoi denti”. Ricordando gli insegnamenti liceali, sta mattina, dotata di buon naso, guanti e bidone della spazzatura ho finalmente intrappreso un’attività degna del grande studioso dell’antichità classica. Missione: scoprire la fonte del tanfo che da qualche settimana a questa parte si intensifica ogni volta che qualche sprovveduto decide di aprire il frigorifero. Sedimenti di cibi di vario tipo, più o meno deperibili trovano alloggio e protezione nel nostro frigo, contenitore democratico e multiculturale per eccellenza, non luogo politicamente corretto che offre generosamente asilo a ingredienti di ogni tipo offrendo generosi moratorie a quanti per scadenza dei termini di legge dovrebbero sloggiare. Un frigo garantista, insomma. Da giorni mi consultavo democraticamente con il mio consorte il quale insisteva che la fonte dell’olezzo stata individuata e rimossa.

Ho approfittato di un congresso di letteratura medievale durante il quale il mio consorte si sarebbe dedicato ad altri reperti di un lontano passato per fare irruzione nel tempio gastronomico della nostra modesta dimora. Ho tirato fuori tutto, metodicamente, strato per strato, contenitore per contenitore, fino a scovare i colpevoli: 4 gamberetti avanzati dalla sera di capodanno. Considerando che oggi è il 4 febbraio direi che avevano anche diritto a puzzare: i tre giorni consentiti ai prodotti ittici erano passati da un bel po’. Insieme ai crostacei ho individuato ben nascosto in fondo all’ultimo scaffale i resti putrefatti di un gambo di sedano risalente probabilmente alla stessa data. Che orrore, com’è possibile vivere così? Quando ci si impegna a dividersi i compiti e ci si ostina a non adossarsi tutto il peso dell’economia domestica può accadere questo ed altro. Allora se la donna non è disposta a farsi carico di tutta l’organizzazione domestica, se confida nella cooperazione e nella divisione equa e solidale dei compiti domestici , com’è che rischiamo l’avvelenamento?

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8 thoughts on “Il frigorifero delle pari opportunità

  1. Santo cielo, insonnia, la tua amica qui, presidentessa ab aeternum del rinomatissimo Spinster Club, trasecola! I gamberetti di cui sopra si sono palesemente suicidati, il sedano si è lasciato morire, triste ed esangue! E il tuo consorte, distratto e astratto come tutti i bipedi di sesso maschile, manco se n’é accorto.
    Splendido post, amica mia.
    Mi raccomando, continua a scrivere e anche con una certa regolarità! Da oggi, se non trovo tuoi post, avrò il timore che tu sia stata uccisa da una vongola del 15/18, non si sa mai!
    Baci, baci!

    • Prima misura preventiva: gli avanzi, salvo poche eccezioni verranno cestinati in serata, seconda: basta spesoni che intasano il frigorifero ed obnubilano la vista dell’ignara massaia (mi sento gia’ piu’ grassa e piu’ stupida), terza: revisione settimanale di ogni ripiano. Speriamo che basti. Ieri ho trovato anche un Tupper che con intuito watsoniano ho identificato come quello usato dal consorte per il pranzo di lunedi’ o martedi’ contenente oltre all’avanzo di salsa di pomodoro, una bella buccia di banana. Non dico altro!!!

      • Un tupper con una buccia di banana??? Hai considerato l’ipotesi di somministrare alla tua dolce metà solamente cibi liquidi? Quelli per lo meno non producono avanzi…

  2. Non c’è parità che tenga. Salvo rarissime eccezioni e senza voler cadere negli stereotipi, cucina e bagno sono da sempre pertinenze femminili. Gli uomini vantano una invidiabile incapacità di osservazione quando si tratta di mettere mano all’entropia domestica. Ho quasi sempre avuto a che fare con uomini piuttosto collaborativi (padri, fratelli, mariti che fossero) ma prima o poi tutti domandano dove sia finito quel tal capo di abbigliamento che da sempre abita nel medesimo cassetto.

      • Mah… Per quanto conosca anche delle donne perennemente sciatte ho come l’impressione che quando si arriva al dunque i maschietti trovino rinforzo in una convinzione atavica grazie alla quale in fondo si sentono scusati dal ruolo e dal sesso per la loro mancanza di attivismo domestico. Posto che difficilmente il mondo crolla per due dita di polvere o una lavatrice in meno resta il fatto che non ho ancora avuto il piacere di imbattermi nel folletto che nottetempo fa anche la loro parte;)

  3. Mai pensato che siamo biologicamente diversi e non si può pretendere di cambiare la realtà? Volendo gli uomini si possono lasciare al loro posto e rimanere single….Sono scelte…

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